Regolamento sottoprodotti: decreto 13 ottobre 2016, n. 264



Il decreto 13 ottobre 2016, n. 264 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riportante il “Regolamento recante criteri indicativi per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti” è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 38 del 15 febbraio 2017 ed è entrato in vigore il 2 marzo 2017


Il regolamento ha un duplice fine: 
- favorire ed agevolare l'utilizzo come sottoprodotti di sostanze ed oggetti che derivano da un processo di produzione e che rispettano specifici criteri; 
- assicurare maggiore uniformità nell'interpretazione e nell'applicazione della definizione di rifiuto.

Il decreto definisce alcune modalità con le quali il detentore può dimostrare che sono soddisfatte le condizioni generali richieste per escludere un residuo di produzione dal campo di applicazione della normativa sui rifiuti e che tali condizioni sono soddisfatte in tutte le fasi della gestione dei residui, dalla produzione all'impiego nello stesso processo o in uno successivo. 

Tra gli altri, nel decreto sono stati definiti: 
• l’ambito di applicazione; 
• i criteri per determinare la certezza dell’utilizzo; 
• i requisiti di impiego e di qualità ambientale; 
• le regole per il deposito e la movimentazione dei residui; 
• il regime dei controlli e delle ispezioni.
 
L’Allegato 1 del decreto riporta, per specifiche categorie di residui produttivi, un elenco delle principali norme che regolamentano l’impiego dei residui medesimi, nonché una serie di operazione e di attività che possono costituire “normali pratiche industriali”. Nella normale pratica industriale, rientrano tutte le attività e le operazioni che costituiscono parte integrante del ciclo di produzione del residuo, anche se progettate e realizzate allo specifico fine di rendere le caratteristiche ambientali o sanitarie della sostanza o dell’oggetto idonee a consentire e favorire per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e a non portare ad impatti complessivi negativi sull'ambiente. 
 
L’Allegato 2 del decreto contiene una “Scheda tecnica e dichiarazione di conformità” con le informazioni necessarie a consentire la verifica delle caratteristiche del residuo e la conformità dello stesso rispetto al processo di destinazione e all’impiego previsto. L’utilizzo della Scheda Tecnica, in mancanza di rapporto o impegni contrattuali tra il produttore del residuo, eventuali intermediari e utilizzatori, dimostra il requisito della certezza dell’utilizzo e l’intenzione di non disfarsi del residuo stesso. Le schede dovranno essere numerate e vidimate senza oneri dalle Camere di Commercio territorialmente competenti.

E’ prevista, infine, l’istituzione, presso le camere di commercio territorialmente competenti, di una piattaforma di scambio tra domanda e offerta dei sottoprodotti, senza alcun onere per i produttori e gli utilizzatori di sottoprodotti.

I consulenti di Tecnogea sono disponibili a fornire ogni altro chiarimento. 
 
 

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Rina Assoconsult Confindustria